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Costo Mac: costa (e vale) davvero di più di un Windows?



Con prezzi che partono da 1.129€ per i portatili e 569€ per un Mac mini (davvero troppo) base, non sorprende che il Mac abbia la nomea del "computer costoso." Ma è davvero così che stanno le cose?

Diciamoci la verità: se uno volesse acquistare il Mac più potente dell'intero arsenale Apple e volesse abbinare il quantitativo massimo di memoria possibile, la migliore scheda grafica e la SSD più grande, spenderebbe la bellezza di 15.000€. Ed è vero che il Mac mini meno costoso non è granché conveniente in termini di investimento, ma questo vale un po' per tutti i computer con la mela.

Al netto di esigenze specifiche, non consiglieremmo mai a nessuno di scegliere l'entry level o il modello di punta. Di solito il primo è sotto dimensionato e ha quasi sempre un processore antidiluviano; il secondo invece costa come un mutuo. Il miglior rapporto prezzo/prestazioni in genere si ha sempre col computer intermedio che costa di più ma offre anche molto di più, rispetto al modello base.


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Detto ciò, rispondiamo ora più direttamente alla domanda clou: è vero o no che il Mac costa di più rispetto alla controparte Windows? La risposta è sì o no, a seconda delle esigenze, del budget e di cosa vi aspettate da un PC. Ma per lo più è solo una percezione distorta, e vi spieghiamo perché.

E' vero, costa di più rispetto ai portatili del volantino della catena d'informatica perché lì si trovano laptop addirittura a meno di 500€. Ma vi siete mai soffermati a contemplare il processore, la scheda grafica e il display che monta? A livello hardware, spesso i portatili da 5-700€ offrono parecchi GB di RAM e di spazio su disco, ma sono quelli i numeri che contano? Purtroppo no: avere 500 lentissimi Gigabyte su un vecchio hard disk da 5.200 RPM renderà il caricamento di qualunque file a app una questione eterna. Su Mac oramai si trovano solo velocissime SSD. E tutti i portatili Apple possiedono un ottimo display, che nel caso dei MacBook e MacBook Pro è addirittura Retina; il che significa che ha una risoluzione elevatissima, e una qualità di cui vi rendete con solo dopo averlo provato.

Soprattutto in quella fascia di prezzo, portatili Windows hanno un trackpad scomodo, piccolo e poco versatile; quello del Mac è enorme, in vetro (più fresco e liscio al tocco) e supporta i gesti come su iPhone e iPad. Se sapete usare un dispositivo iOS, sapete anche usare il Magic Trackpad dei Mac. Fidatevi di noi, quando vi diciamo che dopo qualche ora di test, un computer da 700€ vi sembrerà un insulso, fiacco ammasso di plastica uscito dagli anni '90.

Purtroppo questi non sono argomenti che l'utente medio prende in considerazione; dopotutto, chi è che sceglie una marca piuttosto che un'altra per cose come il trackpad e il display? "Tanto, ci devo solo andare su Facebook" dirà, e l'abbiamo sentito ripetere un'infinità di volte. Ma è come dire "non vorrei spendere i 1.000 abbondanti Euro di un Mac, e dunque mi accontento." Si tratta di un compromesso, un vorrei ma non posso.

Un Mac è molto più di questo. Innanzitutto, è molto più stabile e sicuro grazie alla fondamenta Unix; è difficile impallarlo, ed è praticamente impossibile che stampanti e periferiche smettano di funzionare di punto in bianco a causa del software. Quando ciò accade, è più probabile un guasto hardware.

E qui veniamo al dunque. Chi compra un Mac lo fa per il Sistema Operativo, macOS, e per tutte le ottime app che Apple regala: Foto, iMovie, Pages, Numbers e Keynote. Per l'integrazione con iPhone e iPad (un esempio: se arriva una chiamata su iPhone, squillano anche computer e tablet), per la sicurezza (non serve Antivirus) e per l'impeccabile supporto hardware e software. Oltre, ovviamente, alla bellezza delle forme e dei materiali. Lavorare su un Mac un piacere, c'è poco da fare.

Alcuni utenti lamentano una certa scarsità di periferiche compatibili, e spesso prezzi più cari; il che è corretto (anche se le cose oramai sono parecchio diverse rispetto ad anni fa), ma c'è una ragione precisa per questo fenomeno. I driver delle periferiche su Windows spesso sono scritti coi piedi, e creano problemi all'intero Sistema Operativo; le app di supporto, poi, sono sempre orrende e poco interessanti per l'utente. Su Mac, invece, le aspettative sono più alte, nella maggior parte dei casi non serve installare nulla: si connette la periferica, e la si usa. Al massimo c'è un software a corredo, e solitamente è anche molto ben fatto, e soprattutto integrato con tutte le componenti e le app di sistema. Ed è qualcosa che è difficile far capire, a chi proviene da mondi diversi.

Un computer più stabile, più sicuro, più performante e che richiede manutenzione è un computer che necessiterà anche di meno assistenza e formattazioni. È una macchina che può stare accesa per molti mesi di seguito, senza doversi preoccupare di riavviarla di tanto in tanto. Su Mac esiste addirittura un comando che serve a sapere quanto tempo è passato dall'ultimo riavvio ("Uptime" da digitare nell'app Terminale); e siccome non vogliamo millantare, ecco qui uno screenshot appena fatto che mostra da quanti giorni è acceso il MacBook Pro con cui è stato scritto questo post: 35 giorni, 7 ore e 37 minuti. Cioè 35 giorni in cui è stato usato a pieno carico con decine di app diverse, e posto in standby la notte, semplicemente chiudendo il display. E scusate se è poco.


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